Il Cavallo Oggi

Oltre tre secoli di “Cavallo di Fuoco” sono stati caratterizzati da continui mutamenti e perfezionamenti dei caratteri e delle peculiarità di questa manifestazione; insomma, ne è passato di tempo da quando un artificiere cavalcò accidentalmente un equino esibendosi in piazza fino ad oggi, e ciò lo si denota dalle caratteristiche proprie della festa e dello stesso Cavallo, perfezionate nel corso di oltre 320 anni. La manifestazione pirotecnica serale, di carattere civico, si mescola naturalmente con la solennità religiosa, che d’altronde ha rappresentato l’input della festa più attesa da tutti. La Domenica in Albis si apre con la celebrazione della Santa Messa nella Cattedrale basilica di San Gregorio Magno (meglio conosciuta come il Duomo); la celebrazione eucaristica è affidata al Vescovo e dal 1972 è accompagnata dalla presenza della Corale Madonna di San Giovanni.
il cavallo di fuoco si appresta ad essere benedetto
Il Cavallo di Fuoco si Appresta ad essere benedetto
Terminata la funzione religiosa si procede alla benedizione del Cavallo di Fuoco: è infatti proprio a mezzogiorno che il finto animale “esce” per una prima volta dalla sua rimessa e, accompagnato dal Corpo Bandistico Città di Ripatransone, che esegue la Marcia 23 composta dal maestro Vincenzo Guarino, giunge sul sagrato della Cattedrale; ad attenderlo c’è proprio il Vescovo che lo benedice solennemente; è questa una pratica che si ripete dal 1997 (primo anno nella diocesi per il Vescovo mons. Gervasio Gestori; si dice che incuriosito, assistette perfino allo spettacolo la sera e ne restò molto affascinato). Una volta benedetto, il Cavallo ritorna nella sua rimessa, attendendo di essere nuovamente prelevato fuori di sera.

La processione della Madonna di San Giovanni
La processione della Madonna di San Giovanni
La festa continua all’incirca verso le 18.45 quando si svolge la suggestiva processione delle Confraternite; vi partecipano i confratelli delle congregazioni religiose di Ripatransone: La Confraternita della Misericordia e Morte, la Confraternita del SS.mo Sacramento di Sant’Angelo, la Confraternita del Gonfalone, la Confraternita della Madonna di San Giovanni e i Confratelli del Sacro Cuore di Gesù. Durante la processione, accompagnata dal suono della Banda, si porta trionfalmente per le vie del paese il simulacro della Madonna di San Giovanni. La fine delle manifestazioni religiose è attorno le 19.45 quando il simulacro rientra nella cappella della Madonna di San Giovanni (situata all’interno del Duomo) e si cantano le Litanie Lauretane. All’incirca verso le 21.00 inizia il Cavallo di Fuoco.
Le Piazze Condivi e matteotti gremite nell'attesa dell'inizio dello spettacolo
"Le Piazze Condivi e matteotti gremite nell'attesa dell'inizio dello spettacolo
Ad attendere la sua uscita fuori dalla rimessa, situata sotto all’ex seminario cittadino, ci sono principalmente i giovani del luogo che animati dalla passione e dall’amore nei confronti di questa festa, cantano cori per “propiziare” l’avvento del Cavallo. Esso una volta venuto fuori percorre, sempre seguito dallo stuolo di giovani, i quali formano una lunghissima coda, la circonvallazione panoramica fino ad arrivare nel piazzale Cellini. Qui incontra il Corpo Bandistico Città di Ripatransone, che esegue ancora una volta la Marcia 23, divenuta ormai “inno ufficiale” sia della manifestazione, sia della città. Così la Banda e il Cavallo di Fuoco, seguiti dalla folla festante di ragazzi, i quali continuano per tutto il tragitto a cantare cori, giungono attraverso il corso Vittorio Emanuele, in piazza Matteotti-Condivi dove ad attenderlo ci sono migliaia di persone. Il Cavallo compie dunque un “giro di ricognizione” per controllare la transitabilità e la percorribilità tra la gente. Una volta finito il giro, viene soppressa l’illuminazione pubblica, e questo momento è accompagnato generalmente da un boato tumultuoso del pubblico; si procede dunque all’accensione della miccia che aziona il meccanismo pirotecnico. Si possono dividere i fuochi artificiali che scaturiscono dal Cavallo in due categorie: quelli sparati tra la gente, e quelli sparati in aria. I primi sono indubbiamente quelli che divertono di più e che comunque creano più scompiglio, dando vita ad un lieve panico tra gli spettatori e quindi ad uno sparpagliamento della gente accalcata. I secondi sono invece quelli più affascinanti ed emotivamente coinvolgenti perché creano giochi di luce allettanti e meravigliosi. I fuochi più comuni possiedono anche nomi popolari: è il caso dei “baffi”, che sparano il fuoco a sinistra e a destra dell’animale, o della “girella” (o “girandola”) che caratterizza l’ultimo momento della manifestazione, il più emotivo.

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"La Girella" rappresenta sicuramente uno dei momenti più emozionanti

 

Lo spettacolo ha una durata totale di circa 30 minuti; una volta terminato, il Cavallo di Fuoco viene riportato attraverso il Corso Vittorio Emanuele fino alla sua rimessa, dove rimarrà ancora per circa dodici mesi, attendendo di essere prelevato nuovamente l’anno successivo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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