La Confraternita
Madonna di San Giovanni

Confraternita Madonna di San Giovanni Stemma della Confraternita Madonna di San GiovanniQuesta Confraternita è senza dubbio una delle più antiche di Ripatransone : documenti infatti ci testimoniano che al momento della costituzione in diocesi ad opera di Pio V nel 1571 essa era già attiva a Ripatransone insieme alle Confraternite del Corpus Domini, della Misericordia, del Rosario e di Sant’Angelo. Era detta inizialmente “Confraternita dei Bianchi” per il colore delle vesti dei confratelli; questo molto presumibilmente la collega al movimento religioso dei “flagellanti”, che nacque nel XIII secolo in Italia ad opera di Gioacchino da Fiore . Essi predicavano la mortificazione del corpo e praticavano l’autoflagellazione in pubblico in segno di penitenza. Quando la dottrina dei “flagellanti” raggiunse le Marche, assunse il nome de “La Compagnia dei Bianchi”; fu così che in molte città nei secoli successivi, vennero fondate diverse confraternite maschili. I Ripani sono stati da sempre devoti alla Madonna (ce lo dimostrano le innumerevoli chiese intitolate alla Vergine: S. Maria Annunziata di Agello, S. Maria della Valle, Madonna della Petrella, Madonna del Carmine, Madonna della Carità); per andare incontro a questa devozione (specialmente nei confronti della Madonna di Loreto) la Confraternita ne fece creare molte effigi, che pose in ogni luogo della città; sentendo però il bisogno di realizzare un simulacro imponente e grandioso, affidò l’incarico di creare un’immagine sacra a Sebastiano Sebastiani, artista recanatese di ottima fama. Nel 1620 una delegazione di confratelli giunse a Recanati per prelevare il simulacro: esso rappresenta la Vergine con in braccio il Bambino a sua volta reggente sulla mano sinistra il globo terrestre. La Madonna siede sopra alla Santa Casa sorretta da angeli e dietro di essa spicca una raggiera dorata di abile fattura. Si racconta che durante il tragitto verso Ripatransone accaddero diversi miracoli che contribuirono alla crescita di venerazione nei confronti del simulacro: i confratelli una volta giunti sulla riva del fiume Potenza (secondo alcuni il Tenna) non poterono attraversare le acque perché troppo impetuose; a seguito però di preghiere verso la Madonna, le acque si ritirarono consentendo di traversare il guado; poi giunti a Torre di Palme, si racconta che un bambino cieco riacquistò la vista mentre la madre disperata lo conduceva verso il simulacro. Fu così che la Domenica in Albis del 1620 l’immagine sacra giunse a Ripatransone, accompagnata da una grande festa. Per ricordare questa data, si cominciò a rivivere ogni anno quei momenti proprio nell’Ottava di Pasqua. Intanto negli anni i miracoli compiuti dalla Madonna aumentarono. Nel 1675 alcuni ripani si recarono a Roma in occasione del Giubileo. Si presentarono così da Don Vincenzo Arata, canonico di San Pietro per esporre il desiderio di incoronare la statua, a dimostrazione di una profonda fede ripagata. Le richieste durarono fino al 1681, anno in cui vennero inviate a Roma due istanze a nome della Confraternita e dei cittadini, i quali esposero di nuovo i prodigi compiuti dal simulacro. Finalmente l’anno successivo venne concessa l’incoronazione. Era il 10 Maggio 1682, data che tutti i ripani ricordano sia per l’attesissima incoronazione, sia come giorno che vide la nascita del Cavallo di Fuoco. La storia della Confraternita, che con un decreto ufficiale del vescovo Monsignor Chiaretti nel 1991 è stata riconosciuta come Personalità giuridica ecclesiastica, continua fino ai nostri giorni, ricca di eventi. Da più di tre secoli è la Confraternita della Madonna di San Giovanni, organizza la manifestazione del Cavallo di Fuoco, che ricorda quel lontano 10 Maggio in cui la profonda e sentita venerazione dei cittadini ripani, si concretizzò con uno spettacolo destinato ad essere ricordato per sempre.

credits - cavallodifuoco.com - all rights reserved - contatti
CSS Valido!